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DICEMBRE
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10 Il vento fa il suo giro
17 Guida per riconoscere i tuoi Santi
GENNAIO
7 Breackfast on Pluto
14 4 mesi 3 settimane 2 giorni
16 Lettere da Iwo Jima
21 Giardini in autunno
28 La strada di Levi
FEBBRAIO
4 Il labirinto del Fauno
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13 Le vite degli altri
18 Cuori
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MARZO
3 Quattro minuti
5 Fanny e Alexander
10 L'aria salata
12 I protagonsti
17 L'arte del sogno
31 Dopo il matrimonio
APRILE
7 La dignità degli ultimi
9 La notte
14 La masseria delle allodole
21 Il flauto magico
22-26 3° Videofestival Imperia
28 Grindhouse
MAGGIO
5 In questo mondo libero
12 Irina Palm
19 Caramel
26 Lascia perdere Johnny!
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Lunedì 10 Dicembre Culture Altre
IL VENTO FA IL SUO GIRO
di Giorgio Diritti Italia 2005
con Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Anghilante, Giovanni Foresti
Nel cuore di una valle che porta al Monviso, resiste, a Chersogno, una piccola comunità di cultura occitana che va progressivamente perdendo i suoi abitanti. Tanti emigrano e un po’ di vita la recano solo i villeggianti estivi. Almeno fino a quando non arriva un Francese (è in fuga dai Pirenei dove stanno costruendo una centrale nucleare) che si propone di trasferirsi con la famiglia a pascolare capre e produrre formaggi…

Vincitore di 2 premi internazionali
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Così la critica:
Massimo Lastrucci (Ciak)
Una storia concreta per temi generali ineludibili. Cosa deve fare una comunità per non scomparire? A cosa deve rinunciare? Sul concetto un po’ anti-egualitario di “tolleranza” c’è da discutere e la sceneggiatura lo fa in maniera chiara e profonda. Siamo di fronte a un film di notevole lucidità ideativa e realizzativa. Senza indecisioni e digressioni superflue, Diritti (viene dai corti e dai documentari, ex allievo di Ermanno Olmi), con l’aiuto appassionato e sorvegliato della comunità occitana, ci parla di individui e collettività, senza didascalismi o giudizi calati dall’alto. Un’impeccabile professione di etica cinematografica e di narrativa.
Pierpaolo Simone (Mymovies)
“E l’aura fai son vir” -questo è il titolo occitano del film- si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose, un movimento circolare in cui tutto torna. Questa pellicola ha la forza di un trattato antropologico, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti, sottolineando, piuttosto, come la vita si componga di sensazioni contrastanti. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino, inaspettato, meraviglioso.

Paolo D’Agostini (La Repubblica)
Nella piccola comunità occitana, all’arrivo del francese, inizia un percorso di reciproco studio, di confronto-scontro. Con una ricchezza di sfumature e sottigliezze davvero preziosa. Il primo stadio è quello della sorpresa venata di diffidenza. Il secondo è quello dell’accoglienza e della collaborazione. Il terzo stadio è quello del crescere sordo e poi dell’esplodere violento di tutte le pulsioni negative. La cosa speciale di questo racconto è che non propone mai in modo semplicistico la dinamica tra conformismo e diversità.
DIRITTI Giorgio
Giorgio Diritti è collaboratore sui set di diversi film di autori italiani ed in particolare con Pupi Avati. Anche realizzatore di vari casting per film (tra cui 'La Voce della Luna' di Federico Fellini), partecipa all'attività di Ipotesi Cinema, istituto per la formazione di giovani autori, coordinato da Ermanno Olmi. Il suo primo cortometraggio, del 1990, 'Cappello da Marinaio', è selezionato in concorso a numerosi festival europei tra cui quello di Clermont-Ferrand. Nel 1993 realizzato 'Quasi un anno', film per la TV prodotto da Ipotesi Cinema e Raiuno. Del 2002 è il film documentario 'Con i miei occhi'. Nel 2005 si fa notare anche al di fuori dell'ambiente festivaliero con 'Il vento fa il suo giro', realizzato interamente in occitano.
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