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Lunedì 19 gennaio Ore 16:15 - 20:15 - 22:30
SNOWPIERCER
(Corea del Sud, 2014) di Bong Joon-ho – dur. 125’
Con Chris Evans, Song Kang-ho, Ed Harris, John Hurt, Tilda Swinton, Jamie Bell
Nell'anno 2031, la Terra è stata devastata dalle guerre e da una nuova glaciazione. I pochi sopravvissuti si ritrovano tutti sull'unico treno rimasto sul pianeta in viaggio senza fine e meta tra neve e ghiaccio. A bordo, le rigide suddivisioni sociali continuano ad esistere: i poveri vivono in condizioni disperate e soffrono freddo e fame mentre i ricchi, in prima classe, godono di tutti i privilegi, immersi in un contesto di lussuria e divertimento. Un giorno Curtis, uno dei poveri, decide che è arrivato il momento di cambiare lo stato delle cose.

Premi:
Vincitore di 5 premi internazionali (più 19 nomination) tra cui Miglior Scenografia all'Asia-Pacific Film Festival.

Così la critica:
Paolo Bertolin (MyMovies)
“Snowpiercer”, il più costoso film mai prodotto in Corea, è il raro caso di un'opera d'autore di grandi ambizioni commerciali che non immola la visione del suo regista sull'altare del successo di botteghino. In tal senso, per Bong Joon-ho, regista d'immenso talento, funambolo capace di tenersi in equilibrio tra cinema popolare e rilettura critica, caustica o giocosa del genere, si tratta di una riuscita epocale. (…) Bong ha portato sullo schermo il suo classico di fantascienza, che non è solo un'efficace opera di intrattenimento, ma anche una profonda riflessione filosofica sulla natura dell'uomo e le sorti dell'umanità, cupa e inquietante, disperata e appropriatamente raggelante, ma al contempo venata di sapida ironia e aperta, nel finale, ad un abbacinante raggio di speranza. Siamo insomma di fronte ad un cinema profetico che nell'immediato molti probabilmente rifiuteranno, ma che lascerà il segno, come negli ultimi decenni “Blade Runner”, “Brazil”, “Strange Days” o “The Matrix”. Nel treno-mondo di Bong, costruito in scenografie geniali (di Ondrei Nekvasil) e intriso di oscurità e luci cangianti (magistrale fotografia di Hong Kyung-pyo), s'incontra oltretutto un vero melting pot che riflette inevitabilmente (e sanamente) la prospettiva non-occidentale dell'autore. E quindi, a fianco di un intensissimo Chris Evans, di un irrequieto Jamie Bell e un ineccepibile John Hurt, troviamo l'ineffabile Song Kang-ho e l'inattesa Go Ah-sung, nonché un'inarrestabile Octavia Spencer. Su tutti troneggia però Tilda Swinton, crudele, robotica e ironica; c'è da scommettere che il personaggio di Mason le rimarrà cucito nella memoria collettiva ad vitam.

JOON-HO BONG - Daegu (Corea del Sud), 1969
«Con grande coerenza Bong dimostra con i suoi lavori come gli spunti narrativi e le situazioni che mette in campo siano funzionali alla costruzione di un discorso all'interno del quale il vero motivo d'interesse è quello di una costante ed attenta descrizione dell'animo umano» (Gironi, Cineforum). Con studi alla Korean Academy of Film Arts e un passato da sceneggiatore, Bong Joon-ho è uno dei massimi registi coreani, apprezzato prima in patria e poi finalmente anche all’estero. Nel 2000 esordisce con “Barking Dogs Never Bite”, commedia amara e ben poco conciliante in cui intreccia i destini degli inquilini di un condominio. La consacrazione arriva nel 2003 con il thriller “Memories of Murder”, straordinario successo di pubblico e critica: la vicenda (una serie di omicidi irrisolti che sconvolsero la Corea nel 1986) è raccontata non soltanto attraverso gli occhi dei poliziotti ma anche delle vittime, dei sospetti e della gente che abita nella zona. Dopo aver partecipato a progetti collettivi molto di moda in Corea, nel 2006 dirige l'ambizioso e costoso “The Host”, un horror soprannaturale depistante e al tempo stesso affascinante che guarda alle forme del cinema spettacolare americano. Anche nel successivo “Mother” (2009, l'indagine di una madre che tenta di scagionare il figlio dall'accusa di un brutale omicidio) Bong «incentra la narrazione sui tentativi di ricostruzione di un delitto, che avviene progressivamente attraverso l'accumulo, l'intreccio e la sintesi di punti di vista».
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