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Lunedì 9 novembre Mondi femminili
STELLA
(Francia 2008) di Sylvie Verheyde - dur. 102’
con Léora Barbara, Karole Rocher, Benjamin Biolay, Melissa Rodrigues, Guillaime Depardieu


1977. Stella ha 11 anni e viene ammessa in una prestigiosa scuola parigina. Per lei è l’ingresso in un mondo nuovo, lontano da tutto quello che conosce. Quasi un miracolo, per una ragazzina che vive in un caffè frequentato dalla classe operaia, alla periferia di Parigi. Questo nuovo anno di scuola cambierà la sua vita per sempre.

Premi:
Vincitore di 2 premi internazionali (+2 nominations)


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Così la critica:
Cristina Piccino (Il Manifesto):
Si è parlato, per “Stella”, di Truffaut e dei suoi “Quattrocento colpi”. Senz'altro vale per la delicatezza con cui la regista si avvicina ai suoi personaggi, a cominciare dalla protagonista, la magnifica Léora Barbara, sguardo incantato e grinta.
(…) E c'è una dimensione tutta femminile, specie nel raccontare il legame tra Stella, e la sua compagna di classe-amica del cuore, figlia di una borghesia intellettuale che le fa scoprire libri, con cui diventa più forte e meglio attrezzata alla vita, anche alle brutte sorprese, agli smarrimenti, alle battaglie di ogni giorno.

Alessandra Levantesi (La Stampa):
Stella” è uno di quei film preziosi che a raccontarli pare di tradirne la verità. (…) Cresciuta in un ambiente di alcolisti, frequentatori del bar dei suoi genitori, Stella conosce il biliardo e le trappole della vita, ma ignora l'ortografia e Balzac. Saprà far tesoro dell'esperienza? Da una materia così poteva uscire un quadretto patetico, invece il piccolo romanzo di formazione scorre semplice e sensibile. Con tutti volti giusti, a partire dalla bimba Léora Barbara, e l'ultima partecipazione di Guillaume Depardieu. Inizialmente vietato ai minori di 14 anni fra le polemiche, è stato riconosciuto «per tutti» una settimana dopo l’uscita nelle sale.

Maurizio Porro (Il Corriere della Sera):
Dopo Cantet, anche Sylvie Verheyde, al terzo film, entra in classe per osservare pensieri e azioni di Stella, ragazzina anni ‘70 che viene dalla periferia e vive nel bar dei genitori popolato da un’umanità folk con personale senso del pudore e dell'alcol. Snobbata dalle amichette borghesi, trova affetto in Gladys che la introduce alle gioie del libro coltivando Balzac e la Duras. La fiducia nel pensiero e nella cultura sono il jolly di Stella e di questo racconto limpido e dai precisi scatti emozionali, dove la colonna sonora segue le hit del tempo e la regia dipinge con tratti impressionisti da Truffaut il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza.

VERHEYDE, Silvie - Parigi (Francia), 1967
Sylvie Verheyde rivendica le sue origini popolari del Nord della Francia. Trascorre la sua infanzia nei quartieri poveri di Parigi dove i suoi genitori gestiscono un caffè. Studia al liceo e poi intraprende studi in geografia, musica e sceneggiatura” (catalogo Mostra di Venezia 2008). Da “Entre Chiens et Loups”, il suo primo cortometraggio che si distingue al Festival di Clermont-Ferrand nel 1993, a “Un frère” (1998, il suo esordio nel lungo, una storia ambigua d’amor fraterno e di dannazioni giovanili), dal televisivo “Un amour de femme” (2001) a “Sang froid” (2006), sono due i temi semplici delle storie raccontate da Sylvie Verheyde, con un’intelligenza e una sincerità tutte sue: come crescere e trovare l’amore? Come affrontare la violenza che ci scuote? “Stella” è il suo terzo lungometraggio.

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